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Cappella di San Giuseppe

Sorta nel 1670 la Confraternita di tal nome la quale espletava temporaneamente le sue pratiche e devozioni nella sagrestia della chiesa, si deliberò di costruire l'oratorio ed una cappella propria. Ottenuto il permesso dalla Curia Vescovile di Gaeta del 2 Novembre 1683, l'arciprete del tempo Giovanni Carino con Atto Nr. Simone Longo del 4 Giugno 1684 cede m enfiteusi alla Congregazione i cinque vani di una casa adiacente alla Chiesa per l'attuazione del disegno ed il lavoro fu compiuto nello stesso vano.

Dai cinque piccoli vani è risultato un modesto oratorio con entrata dall'esterno e con porta interna che immette nella cappella la quale "ha pavimento con bricciola lavorata di vario fiorame comprato nella terra di Sant'Andrea e nel mezzo di essa vi è la sepoltura con coverchio di pietra. La volta è di stucco bello di lavoro, ma alquanto rustico e vi sono dipinti lo sposalizio di San Giuseppe, la Natività, l'Annunciazione, la Visitazione; nel mezzo v'è l'Eterno Padre in forma di vecchio. L'altare di fabbrica fu rifatto nel 1776 con mensa di pietra. Ai lati dell'altare v'erano due quadri di altezza palmi cinque e lunghezza palmi nove, rappresentanti S.Giuseppe e la Madonna col Bambino".

Essi sono ora scomparsi. Il quadro primitivo del Santo che era costato 30 ducati, forse perché distrutto dall'incendio della Chiesa nel 1687 venne sostituito da altro nel 1730 per iniziativa del congregato Giuseppe Messore e costò 43 ducati.

Non può precisarsi il tempo in cui venne acquistata la statua del Santo, che dapprima collocata nell'oratorio, in questi ultimi anni è stata posta nella Sua cappella. Il portale in semplice pietra lavorata segna l'anno in cui fu posto, 1686.