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Coreno: un pò di storia

 

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Tratto dal libro : Storia di Coreno

di Don Giuseppe LA VALLE

 “…..la terra di Coreno tirando verso levante situato alle falde della montagna detta le Coste li Magni, e Perelle esposto a mezzogiorno e partecipa di levante e ponente, distante dalla terra di Traetto miglia sei circa, sta diviso in dodici casali, l'uno vicino all'altro aperto per ogni parte, alli quali  vi si va per strada piana sino allo piede di detta montagna, che vi si può venire con carrozza e calesse e poi saglie per strada penninosa e sassosa nella quale a pena vi si può andare a cavallo  e prima si trova il casule dettoli  li Carelli. a destra la Chiesa di S. Sebastiano, dove si ascende ad essa con quattro grade di pietra di taglio, consistente in una nave coverta a tetti, a sinistra si trova l'altare di S. Gaetano; appresso si trova la porta dellà Sagrestia vi è uno stipo grande, dove .si conservano l'apparati di detta chiesa, et una cassa dove si conservano le reliquie di S. Sebastiano, a destra v'è la porta piccola di detta Chiesa; in testa c'è l'altare maggiore con quadro sotto il titolo di detto Santo, dove v'è confraternita: et escono processionalmente in tutte le festività con sacco e cappuccio, et anco vanno a seppellire li morti della Confraternita eligge due procuratori cioè un fratello et uno sacerdote, et tengono peso d'esigere l'entrate et ogni altra cosa spettante al governo d'essa et extra detto procuratore sacerdote, vi tengono quattro cappellani e tengono peso di celebrarvi le messe ogni festa in giro tra loro: detta Chiesa tiene di rendita di ducati venticinque e trenta annui, cioè ducati sedici tra esso Procuratore e Cappellani e gli altri servono per l'amministrazione di detta Chiesa, seu confraternita.
Detta Chiesa tiene un calice, e tutti li suppellettili necessari. In detto casale vi sono da otto case.
tra le quali vi ne sono sei abitate, e due vacue per mancanza di vassalli. In detto casale vi è un
montano da macinare olive, le strade di detto casale sono sassose e penninose.

Gli Orlandi

Poco più sopra seguitante detta strada si trova il casale detto li Orlandi dove vi sono otto case, tra le quali ne sono quattro abitate, una per uso di animale e le altre dìrute per mancamento di vas-salli. E seguitando detta strada poco più sopra si trova un'altro casale detto:

Gli Tucci

dove vi sono quattordici case. Ira le quali sei abitate, e l'altre parte, dirute e parte vacue per man-
camento dì vassalli. Segue e più sopra si trova l'altro casale detto:

Li Liormi

nel quale vi sono da quindici case, tra le quali vi sono tre abitale e l'altre dirute et inabitate per mancanza di vassalli. A destra si trova l'altro casale detto:

Li Nofri

dove vi sono tre montani, e venticinque case, tra le quali tutte sono abitale per uso di tenervi fieno.
Nel quale casale v'è la strada, dove si dice

La Piazza

dove vi sono botteghe di scorpari, mastro d'ascia e macello, a sinistra di detta piazza v'è la casa della Corte  consistente in una entrata coverta a travi, e serve per uso carcere, et in testa v'è
un'altra stanza coverta simile per uso di stalla, laterale alla quale v'è la grada di pietre de paese, che ascende a tre stanze coverte a letti, con intempiatura sotto una di esse bisogna rifarsi lastrico
con il letto et intempiatura sotto.

E seguitando per detta Piazza si trova il largo, in testa del quale v'è la Chiesa Madre Parrocchiale sotto il titolo di S. Margherita, consistente in una porta larga grande, laterale alla quale così a
destra come a sinistra vi sono due altre porte, che similmente entrano in detta Chiesa consistente in una nave grande, e due piccole coverte a tetti a sinistra della nave si trova la fonte dell'acqua del S. Battesimo.

Segue  nella nave piccola da detta parte si trova la Cappella coverta a lamia con quadro volto il titolo di S. Marco Ius patronato della famiglia di Ruggiero quale padrone essendo sacerdote vi celebra settantasei messe annue per li benefattori di delta Cappella, et tiene di rendita ducati quindici annui.

Appresso si trova la Cappella similmente a Lamia con quadro di S. Giuseppe, Anime del Purgatorio Ius  patronato della Congregazione di S. Giuseppe li fratelli si riuniscono ogni domenica a recitare il Rosario et altre devozioni, et detti fratelli elicono un procuratore, che tiene cura di esigere l'entrata di detta Confraternita, et escono professionalmente nella sua festività e tin tutte le festività del Signore di prima classe con socchi e cappucci bianchi.

 Appresso si trova l'altra cappella a lamia pittata a fresco con quadro di S. Barlolomeo con baluastro avanti di noce ius patronato della famiglia de Ziy (Zio) dove c'è un benefìcio sotto il titolo di S. Bartolomeo, con obbligo di dirvi due messe ogni settimana, e tiene d'entrata ducati dieciotto sopra territori.

Apresso si trova la Cappella similmente a lamia con stucco sotto i titolo della Madonna del Carmine ius patronato dell'illustrissimo Monsignore di Gaeta dove vi costituisce Cappellano, e ritiene obbligo di celebrarvi messe numero cento e cinque, e tiene di rendita da ducati venti, quale beneficiato va incluso con l'altro beneficiato della Cappella della Madonna del piccolo Rito (di Loreto)  anche Ius patronato di detto Monsignore III.mo di Gaeta, che si descriverà appresso.

In testa si trova l'altra Cappella similmente a lamia con stucco indoralo con quadro di Nostra Signora Rosario Jus patronato dell'Università, dove v'è confraternita e non escono processionalmente, dove v'e un beneficio di ducali trenta della famiglia di Cammeo e tiene obbligo di celebrare due messe la settimana, et extra detto Beneficio tiene di rendita da ducati trenta annui censi, e territori quale Cappella è recettizia, e si celebrano ogni settimana cinque messe lette, e duecantate cioè una ne/ sabato, et una in ciascheduna domenica.

A destra della detta Chiesa vi e campanile con tré campane, due piccole, et una grande et a sinistra vi si trova la cappella a lamia sotto il litolo di S. Martino Ius patronato della famiglia Longo, e vi è beneficio di ducali dieci sette annui, e tiene obbligo di celebrarvi messe due ogni settimana.

Appresso si trova la Cappella di S. I.ucia a lamia Ius Patronato di casa Magistris dove vi sono quattro Legati  Pio della della famiglia, e vi tiene Cappellano con obbligo di celebrarvi  cinquanta messe annue e tiene di rendita da ducati diece: vi e statua dell'Ecce homo sotto l'altare sfondalo
di detta Cappella.

Appresso si trova l'altare di Nostra Signora del Reto (Loreto)  isolato in mezzo a detta Cappella ,in testa vi è Nicchio dentro la grossezza de/la muraglia dove è la statua di legname di detta Signora del Reto, laterale così a destra come a sinistra di detto Nicchio vi sono pittati a fresco due figure una di San Biase, e l'altra di San Bonaventura, e così a destra come a sinistra vi sono due altri Nicchi, dove vi sono due statue di legname una di S. Nicola, e l'altra di San Francesco e nello Nicchio in testa vi è ornamento di colonne con fregio, capitello e frontespizio di stucco, e nelli quattro angoli di della Cappella vi sono pittati a fresco li quattro Evangelisti, dove vi è cupola con suo lanternino e vi sono pittati a fresco diversi Santi con diversi Puttini, con ornamenti di stucco indorato.

In testa vi è la Cappella con quadro del SS.mo Ius patronato dell'Università,dove vi è cappellano,che tiene cura di celebrarvi una Messa cantata ogni terza di mese et una letta ogni settimana, quale Cappellano si elge da detta Università, e tiene di rendila ducali trenta annui.In testa della nave grande vi e l'Altare Maggiore isolato coverto a lamia a croce a lunetta, nel quale altare vi è ornamento di colonne con sua basa, capitelli e frontespizio e cimasa, dove vi è il quadro di S. Margherita, e vi è tabernacolo, dove si conserva il SS.mo a sinistra dell'Altare Maggiore…”.