“…..la
terra di Coreno tirando verso levante situato alle falde della montagna
detta le Coste li Magni, e Perelle esposto a mezzogiorno e partecipa
di levante e ponente, distante dalla terra di Traetto miglia sei
circa, sta diviso in dodici casali, l'uno vicino all'altro aperto
per ogni parte, alli quali vi si va per strada piana sino
allo piede di detta montagna, che vi si può venire con carrozza
e calesse e poi saglie per strada penninosa e sassosa nella quale
a pena vi si può andare a cavallo e prima si trova il casule
dettoli li Carelli. a destra la Chiesa di S. Sebastiano, dove
si ascende ad essa con quattro grade di pietra di taglio, consistente
in una nave coverta a tetti, a sinistra si trova l'altare di S.
Gaetano; appresso si trova la porta dellà Sagrestia vi è uno stipo
grande, dove .si conservano l'apparati di detta chiesa, et una cassa
dove si conservano le reliquie di S. Sebastiano, a destra v'è la
porta piccola di detta Chiesa; in
testa c'è l'altare maggiore con quadro sotto il titolo di detto
Santo, dove v'è confraternita: et escono processionalmente in tutte
le festività con sacco e cappuccio, et anco vanno a seppellire li
morti della Confraternita eligge due procuratori cioè un fratello
et uno sacerdote, et tengono peso d'esigere l'entrate et ogni altra
cosa spettante al governo d'essa et extra detto procuratore sacerdote,
vi tengono quattro cappellani e tengono peso di celebrarvi le messe
ogni festa in giro tra loro: detta Chiesa tiene di rendita di ducati
venticinque e trenta annui, cioè ducati sedici tra esso Procuratore
e Cappellani e gli altri servono per l'amministrazione di detta
Chiesa, seu confraternita.
Detta Chiesa tiene un calice, e tutti li suppellettili necessari.
In detto casale vi sono da otto case.
tra le quali vi ne sono sei abitate, e due vacue per mancanza di
vassalli. In detto casale vi è un
montano da macinare olive, le strade di detto casale sono sassose
e penninose.
Gli
Orlandi
Poco più sopra seguitante detta strada si trova il casale detto
li Orlandi dove vi sono otto case, tra le quali ne sono quattro
abitate, una per uso di animale e le altre dìrute per mancamento
di vas-salli. E seguitando detta strada poco più sopra si trova
un'altro casale detto:
Gli Tucci
dove vi sono quattordici case. Ira le quali sei abitate, e l'altre
parte, dirute e parte vacue per man-
camento dì vassalli. Segue e più sopra si trova l'altro casale detto:
Li
Liormi
nel
quale vi sono da quindici case, tra le quali vi sono tre abitale
e l'altre dirute et inabitate per mancanza di vassalli. A destra
si trova l'altro casale detto:
Li
Nofri
dove vi sono tre montani, e venticinque case, tra le quali tutte sono
abitale per uso di tenervi fieno.
Nel quale casale v'è la strada, dove si dice
La
Piazza
dove vi sono botteghe di scorpari, mastro d'ascia e macello, a sinistra
di detta piazza v'è la casa della Corte consistente in una
entrata coverta a travi, e serve per uso carcere, et in testa v'è
un'altra stanza coverta simile per uso di stalla, laterale alla
quale v'è la grada di pietre de paese, che ascende a tre stanze
coverte a letti, con intempiatura sotto una di esse bisogna rifarsi
lastrico
con il letto et intempiatura sotto.
E
seguitando per detta Piazza si trova il largo, in testa del quale
v'è la Chiesa Madre Parrocchiale sotto il titolo di S. Margherita,
consistente in una porta larga grande, laterale alla quale così
a
destra come a sinistra vi sono due altre porte, che similmente entrano
in detta Chiesa consistente in una nave grande, e due piccole coverte
a tetti a sinistra della nave si trova la fonte dell'acqua del S.
Battesimo.
Segue nella nave piccola da detta parte si trova la Cappella
coverta a lamia con quadro volto il titolo di S. Marco Ius patronato
della famiglia di Ruggiero quale padrone essendo sacerdote vi celebra
settantasei messe annue per li benefattori di delta Cappella, et
tiene di rendita ducati quindici annui.
Appresso
si trova la Cappella similmente a Lamia con quadro di S. Giuseppe,
Anime del Purgatorio Ius patronato della Congregazione di
S. Giuseppe li fratelli si riuniscono ogni domenica a recitare il
Rosario et altre devozioni, et detti fratelli elicono un procuratore,
che tiene cura di esigere l'entrata di detta Confraternita, et escono
professionalmente nella sua festività e tin tutte le festività del
Signore di prima classe con socchi e cappucci bianchi.
Appresso
si trova l'altra cappella a lamia pittata a fresco con quadro di
S. Barlolomeo con baluastro avanti di noce ius patronato della famiglia
de Ziy (Zio) dove c'è un benefìcio sotto il titolo di S. Bartolomeo,
con obbligo di dirvi due messe ogni settimana, e tiene d'entrata
ducati dieciotto sopra territori.
Apresso si trova la Cappella similmente a lamia con stucco sotto
i titolo della Madonna del Carmine ius patronato dell'illustrissimo
Monsignore di Gaeta dove vi costituisce Cappellano, e ritiene obbligo
di celebrarvi messe numero cento e cinque, e tiene di rendita da
ducati venti, quale beneficiato va incluso con l'altro beneficiato
della Cappella della Madonna del piccolo Rito (di Loreto)
anche Ius patronato di detto Monsignore III.mo di Gaeta, che si
descriverà appresso.
In
testa si trova l'altra Cappella similmente a lamia con stucco indoralo
con quadro di Nostra Signora Rosario Jus patronato dell'Università,
dove v'è confraternita e non escono processionalmente, dove v'e
un beneficio di ducali trenta della famiglia di Cammeo e tiene obbligo
di celebrare due messe la settimana, et extra detto Beneficio tiene
di rendita da ducati trenta annui censi, e territori quale Cappella
è recettizia, e si celebrano ogni settimana cinque messe lette,
e duecantate cioè una ne/ sabato, et una in ciascheduna domenica.
A
destra della detta Chiesa vi e campanile con tré campane, due piccole,
et una grande et a sinistra vi si trova la cappella a lamia sotto
il litolo di S. Martino Ius patronato della famiglia Longo, e vi
è beneficio di ducali dieci sette annui, e tiene obbligo di celebrarvi
messe due ogni settimana.
Appresso si trova la Cappella di S. I.ucia a lamia Ius Patronato
di casa Magistris dove vi sono quattro Legati Pio della della
famiglia, e vi tiene Cappellano con obbligo di celebrarvi
cinquanta messe annue e tiene di rendita da ducati diece: vi e statua
dell'Ecce homo sotto l'altare sfondalo
di detta Cappella.
Appresso si trova l'altare di Nostra Signora del Reto (Loreto)
isolato in mezzo a detta Cappella ,in testa vi è Nicchio dentro
la grossezza de/la muraglia dove è la statua di legname di detta
Signora del Reto, laterale così a destra come a sinistra di detto
Nicchio vi sono pittati a fresco due figure una di San Biase, e
l'altra di San Bonaventura, e così a destra come a sinistra vi sono
due altri Nicchi, dove vi sono due statue di legname una di S. Nicola,
e l'altra di San Francesco e nello Nicchio in testa vi è ornamento
di colonne con fregio, capitello e frontespizio di stucco, e nelli
quattro angoli di della Cappella vi sono pittati a fresco li quattro
Evangelisti, dove vi è cupola con suo lanternino e vi sono pittati
a fresco diversi Santi con diversi Puttini, con ornamenti di stucco
indorato.
In
testa vi è la Cappella con quadro del SS.mo Ius patronato dell'Università,dove
vi è cappellano,che tiene cura di celebrarvi una Messa cantata ogni
terza di mese et una letta ogni settimana, quale Cappellano si elge
da detta Università, e tiene di rendila ducali trenta annui.In testa
della nave grande vi e l'Altare Maggiore isolato coverto a lamia
a croce a lunetta, nel quale altare vi è ornamento di colonne con
sua basa, capitelli e frontespizio e cimasa, dove vi è il quadro
di S. Margherita, e vi è tabernacolo, dove si conserva il SS.mo
a sinistra dell'Altare Maggiore…”.